Badante professionale, TFR 2020

28/09/2020
10 Minuti

 

Capita spesso che una badante professionale sia molto preparata in merito alla mansione che svolge, ma meno informata sulla parte burocratica.
Non è una novità che i lavoratori, in generale, conoscono poco riguardo i diritti e i doveri del proprio contratto e magari anche delle relative agevolazioni che quest’ultimo prevede.

 

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Ma non informarsi o lasciare le cose in stallo non è mai una cosa intelligente. Oltre a svolgere al meglio la professione è molto importante anche consultarsi con il commercialista, CAF, o patronato. Potreste perdere benefici da riscattare in un determinato arco temporale, oppure, viceversa, dover pagare somme di denaro.

In quest’articolo vogliamo fare chiarezza sul TFR, ovvero una porzione di retribuzione che spetta alla badante quando terminerà/verrà interrotto il contratto di lavoro subordinato. Per essere brevi e coincisi: qualsiasi lavoratore pubblico o privato, ogni mese matura una somma di denaro che viene trattenuta in busta paga.

Ogni anno di servizio viene calcolata una quota pari all’importo della retribuzione legata allo stesso anno (salvo diversa previsione del CCNL), divisa per 13.5.
La norma che disciplina questa tematica è l’art. 2120 del cod. civ.


Quando matura il TFR?

Ovviamente, ogni badante professionale arrivata a questo punto si domanderà se il TFR viene calcolato anche nei giorni di assenza al lavoro, malattia, congedo, ecc.
Tutte domande lecite a cui daremo risposta: il TFR matura per ogni singolo giorno in cui la badante percepisce la retribuzione.

Quindi sono inclusi i giorni di ferie, infortunio, maternità, congedo matrimoniale, malattia, ecc.
Viceversa, il TFR non matura quando non vi è retribuzione, come ad esempio nei giorni di aspettativa.
Nello specifico, il calcolo da fare per poter capire qual è la somma che vi spetta è il seguente: retribuzione annua (composta dalle retribuzioni mensili e dalla tredicesima mensilità + quota convenzionale di vitto e alloggio) / 13.5.

Inoltre, a questo importo vanno anche aggiunte le condizioni di rivalutazione annua dell’1.5% e del 75% dell’aumento del costo della vita.

Per quanto riguarda la quota convenzionale di vitto e alloggio, quest’ultima viene calcolata quando la badante consuma due pasti al giorno e dorme in casa del datore di lavoro.
Tutto molto semplice, basta prendere carta e penna e seguire il nostro schemino.


La badante può chiedere un anticipo?

Non abbiamo ancora detto che qualsiasi badante professionale può riscuotere il TFR anche in anticipo. Però, occorre rispettare dei parametri ben specifici, ovvero: la badante deve svolgere assistenza da otto anni presso il medesimo datore di lavoro e chiedere massimo il 70% maturato fino a quel momento. Quindi fino al giorno in cui il rapporto di lavoro termina.

Per poter fare richiesta però, occorre avere delle giustificazioni precise. Non tutte le badanti che lavorano da otto anni possono richiederla. Infatti, è possibile richiedere il 70% solamente nei casi in cui ci sia necessità di acquistare la prima casa per il nucleo familiare (con tanto di atto firmato dal notaio), oppure perché bisogna effettuare delle spese legate ad interventi sanitari/terapie.

Ovviamente il nostro è un articolo a titolo informativo, vi consigliamo sempre di consultarvi con un esperto in materia.

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