Badante convivente, cosa offre il mercato

07/01/2020
10 Minuti

[vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” overlay_strength=”0.3″ shape_divider_position=”bottom”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” width=”1/1″ tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text]I famigliari che si sono già cimentati nella ricerca di una badante convivente, sanno di trovarsi di fronte ad un far west dell’offerta. Se si sono affidati a passaparola e annunci, molto probabilmente hanno cambiato più di tre badanti all’anno.

Ciò accade perché, al di fuori di società specializzate nella selezione del personale, il mercato delle badanti conviventi è popolato da numerose persone senza esperienza che si propongono col solo fine di strappare uno stipendio.

 

Il rischio concreto, con le soluzioni “fai da te”, è di accontentarsi di ciò che si trova invece di arrivare alla persona giusta per l’assistito. Sono situazioni di ripiego, che possono inoltre legarsi ad un problema di fiducia da parte dell’assistito e dei suoi famigliari nei confronti della badante. Capita ad esempio che il vostro caro si lamenti perché i propri effetti personali, in particolare quelli che rivestono maggior valore affettivo, vengano maneggiati con scarsa attenzione dalla badante. Oppure che si lamenti perché la badante si prende troppe confidenze: va in alcune zone della casa anche quando non è necessario, ha atteggiamenti non consoni, chiede o prende in prestito vestiario o altri oggetti. Nel peggiore dei casi si può temere che si verifichino sottrazioni di beni.

 

Qual è il prezzo giusto per una badante?

I costi per una badante convivente, seppur inferiori ai costi di una casa di riposo, non sono comunque trascurabili, ma dover cambiare spesso una badante o accontentarsi, pur di risparmiare, non si può comunque definire di soluzione ottimale.

Un elemento di difficile misurazione, perché richiede esperienza continuativa, è riuscire a definire il giusto prezzo di una badante. Che non va inteso solo come lo stipendio minimo, ma piuttosto come la retribuzione più corretta per quello di cui una famiglia ha bisogno da una badante; oppure come la miglior badante che si può trovare per la spesa che la famiglia può sostenere.

Se non si ha bene in mente di che cosa serve alla nostra famiglia, e i prezzi di mercato, è difficile paragonare le candidature che si ricevono, e determinare se lo stipendio che si va a concordare è commisurato alle richieste oppure no.

C’è la retribuzione minima, calcolata sulla base e nei modi definiti dal Contratto Nazionale, ma poi vanno considerate le condizioni particolari: l’età dell’assistito, le condizione di salute e di mobilità, le condizioni abitative.

Vediamo alcuni aspetti che permettono di identificare il “giusto prezzo”.

 

Badante convivente: mansioni principali e costo

Il ruolo della badante è quello di facilitare o sostituirsi nelle attività quotidiane delle persone di cui si prende cura: pulizia e igiene della casa, pulizia e igiene della persona, preparazione e somministrazione dei pasti, sorveglianza e compagnia. In alcuni casi, e previa delega del familiare, la badante può occuparsi di prestazioni come la somministrazione di farmaci prescritti dal medico, piccole medicazioni, gestione dei soldi o altro.

Le qualifiche e le mansioni di una badante convivente sono definite dal contratto nazionale di lavoro delle lavoratrici domestiche. Quest’ultimo è organizzato su livelli di inquadramento chiamati A (semplice e super), B (semplice e super), C (semplice e super), D (semplice e super), a cui corrispondono delle aree di lavoro e relativo compenso minimo.

 

Una badante che si occupa di una persona non autosufficiente (livello C super) può costare ai famigliari circa 1.500 euro al mese tra stipendio, contributi, ferie, TFR e tredicesima (potete approfondire l’argomento sul nostro articolo: Quanto costa una badante convivente).

 

Vitto, alloggio e ferie

Il datore di lavoro deve garantire alla badante anche il vitto: cibo sano e in quantità sufficienti ad assicurare un’alimentazione corretta.

L’alloggio offerto deve salvaguardare la riservatezza del lavoratore e l’ambiente di lavoro non deve nuocere né alla salute né alla dignità della badante. Quando quest’ultima è in ferie e non può quindi godere concretamente di vitto e alloggio, il datore di lavoro è tenuto a riconoscere comunque un’indennità fissata in 5,39 euro giornalieri che vanno ad aggiungersi allo stipendio mensile.

 

Orario di lavoro

La badante convivente può lavorare fino ad un massimo di 10 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali. La lavoratrice convivente ha diritto ad un riposo settimanale di 36 ore: di solito due ore giornaliere e 24 ore domenicali.

Se il prezzo di mercato di una badante, l’orario di lavoro e vari altri costi sono questi, offrendo meno si rischia di non ottenere risposta da persone più qualificate.

E anche se si riesce a impostare una proposta economica interessante, resta comunque la difficoltà di valutare le referenze, fare colloqui e avviare una collaborazione valida e continuativa.

 

L’offerta è tanta, i canali per trovare le badanti sono diversi, ciascuno con dei pro e dei contro. Se l’esperienza non è stata ottimale o se, gestire la selezione e assunzione spaventa o richiede tempo ed energie che non si hanno a disposizione, i canali istituzionali possono sicuramente dare una mano in più rispetto alle soluzione fai da te. Affidarsi ad un’agenzia, può essere una via che garantisca di trovare la badante al giusto prezzo per farvi ottenere serenità e tranquillità.[/vc_column_text][divider line_type=”Small Line” line_thickness=”1″ divider_color=”accent-color” custom_height=”40″][/vc_column][/vc_row]

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