Conosci le tipologie di badanti per scegliere cosa serve a te

07/01/2020
10 Minuti

Uno dei passi iniziali per scegliere la badante giusta, prevede che i congiunti di un assolutamente eseguano una attenta analisi dei bisogni peculiari del proprio caro. Ogni anziano da assistere e ogni persona non più autosufficiente ha proprie condizioni di salute, abitudini, carattere, orari, preferenze.

Ciascuno può abbisognare di assistenza più o meno complessa, di giorno piuttosto che di notte, oppure h/24. Inoltre, chi opera la scelta della badante per il bene dell’anziano, può trovarsi a dover risolvere assenze temporanee (ad esempio, nei week end) della badante titolare, e a doverla però comunque sostituire degnamente.

Da queste variabili dipende, di conseguenza, il monte ore da assegnare alla badante, e il suo costo.


Le tipologie di badante

Partiamo da una classificazione generica delle badanti, sulla base delle ore lavorate, delle fasce orarie e dei giorni lavorati. In base a questi parametri possiamo distinguere tra:

  • Badante convivente: figura professionale che si trasferisce presso l’anziano per prendersene cura di giorno e di notte, nel limite del monte ore settimanale e dei riposi previsti da contratto.
  • Badante notte: figura professionale che veglia sull’anziano nelle ore notturne, con mera presenza passiva oppure con presenza attiva per prestare cure e controlli.
  • Badante a ore (giorno): figura professionale che supporta l’anziano nelle ore diurne.
  • Badante week end: figura professionale che supporta e si prende cura dell’anziano nei weekend. Può essere ingaggiata per sostituire la badante fissa nei weekend di riposo.
  • Sostituzione badante: figura professionale che supporta e si prende cura dell’anziano in sostituzione temporanea della badante principale (ferie, malattie o altri motivi).


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Valutazioni economiche

Assumere una tipologia di badante rispetto un’altra comporta spese diverse, non solo sulla base delle ore effettivamente lavorate. I parametri principali di costo sono definiti in base a:

  • mera presenza oppure cure e controlli;
  • grado di non-autosufficienza dell’assistito; 
  • competenze professionali;
  • orario diurno o notturno.

Una persona che richiede assistenza può aver bisogno di una semplice presenza (sia notturna, più costosa che diurna) la quale sia presente nella sua casa nelle ore diurne, e dorma nella stanza affianco di notte.

Una presenza che, semplicemente, gli infonda sicurezza e possa prendere una prima iniziativa in caso di emergenze o eventi infrequenti.

Ma può invece anche abbisognare di costanti opere di cura e di costanti controlli (inclusa la somministrazione di farmaci o medicamenti a ore prestabilite, sia diurne che notturne) che prevedano maggiori, e più costose, competenze professionali da parte della badante.


La scala dei parametri di costo dal minimo al massimo

La scala di costi vede dunque al proprio apice la presenza notturna sommata ad assistenza attiva in virtù di competenze professionali specifiche, e al proprio minimo la semplice presenza diurna. Tra questi due estremi, si colloca l’opera di cura e controlli (maggior costo) ma svolta in ore diurne (minor costo).

Si va dai circa 1.375 euro al mese – (8,69 euro x ora, pari a un impegno mensile di 158 ore) per assistenza notturna a persone non autosufficienti da parte di badanti in possesso di diploma professionale, ai 738 euro per la mera presenza diurna (mansione: addetto alla compagnia).

Naturalmente, il primo tipo di badante assomma in sé ed assolve ai tre parametri più delicati e costosi. La seconda, al contrario, è in assoluto la meno costosa.


Altre variabili che influenzano la scala dei costi mensili

Le variabili di costo che si collocano in posizione mediana rispetto agli estremi sono legate a fattori quali:

  • Formazione: se la badante non è formata, ma comunque presta assistenza notturna a persone non autosufficienti, costa circa 1.100 euro al mese.
  • Convivenza: Alla badante convivente va riconosciuta una paga mensile (trai 625 euro di una figura puramente esecutiva come una colf, ai 656 euro di una mera presenza notturna fino ai 1.113 euro di una direttrice di casa con autonomia decisionale, con maggiorazioni di costo ulteriori se somministra interventi di carattere infermieristico.
  • Condizioni di salute dell’assistito: Se la persona che necessita assistenza è autosufficiente, la badante costa 852 euro al mese se convivente, e 980 euro al mese se fa assistenza attiva solamente notturna. Se invece l’assistito non è autosufficiente si può scegliere tra la badante formata e quella non formata con costi che vanno da un minimo di 966 (per la convivenza di una badante non formata) ai già citati 1.375 (per l’assistenza notturna da parte di badanti in possesso di diploma professionale).


Weekend e sostituzioni improvvise

Una badante può arrivare a chiedere da una maggiorazione dal 25% financo al 50% se si ferma anche la notte, vale a dire in linea con le percentuali di maggiorazione riservate agli straordinari diurni e notturni


Parametro di costo paga oraria

Se come parametro di costo vogliamo utilizzare il compenso orario esso può andare dai 4,54 euro/ora di una semplice colf ai 6,70 euro di una badante non formata che svolge assistenza ad una persona non autosufficiente fino a raggiungere gli 8,07 euro di una badante che presta con diploma professionale servizio ad una persona non autosufficiente.

Propendere per una tipologia di badante rispetto ad un’altra ha sicuramente un forte impatto dal punto di vista economico.

Per questo un’analisi delle esigenze della famiglia e delle condizioni dell’anziano sono il punto di partenza per poter decidere il tipo di servizio che fa al caso nostro. Il fatto di considerare o meno di assumere la badante in nero è comunque subordinato all’iniziale analisi dei bisogni. 

Assumere badanti non in regola è molto rischioso, più per le famiglie che per le badanti stesse, e comunque non garantisce di riuscir ad impiegare la figura più adatta in grado di assistere nel migliore dei modi l’anziano e dare serenità e tranquillità a tutta la famiglia.

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