Licenziamento badante, novità

22/05/2020
10 Minuti

Il licenziamento della badante può avvenire per diverse cause e deve essere comunicato per iscritto all’INPS.
Cominciamo col dirvi fin da subito che una badante con regolare CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro), ha diritto a diverse tutele, come ad esempio il diritto ad una retribuzione dignitosa, il diritto alle ferie, il diritto alla conservazione del posto durante le assenze per malattia e infortunio, ecc.

Invece, per quanto riguarda il licenziamento, le badanti non godono degli stessi diritti della maggior parte dei dipendenti. Ovviamente, eccetto per cause estreme, dovete sempre comunicare la cessazione del rapporto di lavoro alla badante, nei tempi stabiliti.

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Licenziamento badante, novità: tutti i casi.

Analizziamo allora nello specifico le tipologie di licenziamento badante e le ultime novità:

  • Interruzione del periodo di prova: durante questo periodo, sia il lavoratore che la badante possono decidere di cessare il rapporto.
  • Risoluzione consensuale: come è facile intuire, avviene quando entrambe le parti sono intenzionate e terminare il rapporto di lavoro.
  • Licenziamento: qui il datore di lavoro è obbligato a fornire alla badante il preavviso previsto dal contratto. Senza preavviso, però, è costretto a sborsare un’indennità sostitutiva.
  • Morte del datore di lavoro: in questo caso il rapporto può finire con il rispetto dei termini di preavviso. Anche se la famiglia può comunque decidere di continuarlo, ovviamente, con il volere della badante.


Una volta viste le modalità di licenziamento, sorge spontaneo domandarsi quali sono i termini di preavviso. Va ricordato che il preavviso non è dovuto solamente se esiste una giusta causa, ovviamente ben motivata.
I rapporti di lavoro sono commisurati in base all’anzianità maturata presso lo stesso datore di lavoro e in base agli orari.
Per rapporti di lavoro da 25 ore a settimana:

  • Fino a cinque anni di anzianità, quindici giorni
  • Oltre i cinque anni di anzianità, trenta giorni

Per rapporti di lavoro inferiori alle 25 ore a settimana:

  • Fino a due anni di anzianità, otto giorni
  • Oltre due anni di anzianità, quindi giorni

Nel caso in cui, invece, la badante usufruisce con la famiglia di un alloggio indipendente, messo a disposizione del datore di lavoro:

  • Fino ad un anno di anzianità, trenta giorni
  • Oltre un anno di anzianità, sessanta giorni


Licenziamento badante, novità: TFR, ratei, liquidazione ferie.

Tenete bene a mente che una volta licenziata la badante, a quest’ultima spetta il TFR, ovvero il trattamento di fine rapporto. Questo vale anche nei casi di licenziamento per giusta causa.
Ecco come calcolarlo:

  • La retribuzione annuale (vitto e alloggio compresi) viene divisa per 13.5 e dalle somme accantonate vengono sottratte le anticipazioni del TFR.
  • Le quote annuali vengono incrementate dell’1.5 annuo, sommando inoltre anche il 75% del costo della vita.

Una volta che vi siete occupati del TFR, occorre anche calcolare i ratei della tredicesima, le eventuali ferie non consumate della badante, l’indennità di mancato preavviso ed infine, l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio.
Insomma, come avete potuto leggere, il licenziamento di una badante deve essere seguito attentamente, sono molte le pratiche da completare.


In ogni caso, vi consigliamo sempre di rivolgervi ad uno specialista del settore o chiedere all’INPS.

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