Cosa ti serve per partire con la tua azienda nel sociale

07/01/2020
10 Minuti

[vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” overlay_strength=”0.3″ shape_divider_position=”bottom”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” width=”1/1″ tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text]Sei interessato ad aprire un’azienda nel sociale, ma non sai come muoverti? Niente paura, hai appena trovato l’articolo che fa per te.

Innanzitutto, ragioniamo sul perché tu stai pensando al settore sociale e io sto scrivendo un articolo a riguardo: esso è un settore particolare, poiché sta sperimentando una notevole crescita (alcuni ambiti più di altri, ma ne parleremo più avanti) e richiede particolari capacità innate o acquisite (tendenze caratteriali ed esperienze particolari).

Questo ci porta ad una conclusione: la domanda sta salendo e non è alla portata di tutti, e ciò significa che coloro che hanno la possibilità e le caratteristiche adatte troveranno terreno fertile per il loro futuro lavorativo.

Ma vediamo più nel dettaglio cosa intendo.

 

L’ambito più in crescita del settore sociale

Innanzitutto, è giusto partire da dove si intende gettare le fondamenta del proprio futuro nel sociale: la scelta dell’ambito in cui si intende lavorare, e dunque la tipologia di azienda da aprire.

Sebbene quasi tutti i rami del sociale stiano vedendo un incremento dei numeri, uno spicca su tutti: l’assistenza agli anziani. La spiegazione è semplice: siamo il Paese con il tasso di anzianità più elevato del Vecchio Continente, e a livello mondiale ci piazziamo al secondo posto. Vediamo, dati alla mano, di che cosa sto parlando.

Età media

L’età media degli italiani è in progressione costante da più di 15 anni: se nel 2002 l’età media era di 41,4 anni, l’anno scorso era di ben 3 anni superiore. Questo primo dato introduce il seguente, facendo intendere che i giovani sono sempre meno, mentre il numero degli anziani sta crescendo.

Percentuale di over 65 nella popolazione

Questo è uno dei numeri che maggiormente ci interessano: sempre nel calcolo dal 2002 al 2017, i grafici mostrano che la percentuale di anziani è cresciuta dal 18,7% al 22,3%. In altre parole, più di un quinto della popolazione italiana è composta da over 65, percentuale destinata a sfiorare il 30% in base alle previsioni per il 2030.

Indice di dipendenza strutturale

Infine, ciò che più riguarda l’ambito di assistenza agli anziani: l’indice di dipendenza strutturale indica il rapporto di persone a carico delle persone attive. Se, per esempio, prendiamo la cifra del 2017, capiamo che c’erano 55,8 persone non attive e mantenute da enti privati o sociali ogni 100 individui produttivi: questo numero indica tutti i non lavoratori (giovanissimi, disoccupati, pensionati), e buona parte è costituito da anziani.

 

Se a questi numeri aggiungiamo i fatti che sempre più anziani preferiscono non abbandonare le mura domestiche e che i servizi statali non stiano ricevendo le migliori recensioni, possiamo anche trarre un’altra conclusione importante: il mercato dell’assistenza agli anziani si sta sbilanciando verso l’assistenza domiciliare privata, che trova la sua realizzazione più riuscita e remunerativa per l’imprenditore nell’agenzia specializzata in ricerca e selezione di badanti.

 

I requisiti per aprire la tua azienda di ricerca e selezione badanti

Ora che abbiamo individuato l’ambito migliore per inserirsi nel settore sociale come imprenditore, analizziamo le caratteristiche che dovresti avere per riuscire nell’intento.

Perché, come anticipato in precedenza, non si tratta di un mestiere come gli altri: se è vero che l’intero settore del sociale richiede una personalità particolare, questo speciale ambito esige una mentalità e delle caratteristiche indispensabili:

  • capacità collaborativa: in quest’ambito, se non sei in grado di fare lavoro di squadra, non potrai andare da nessuna parte: la comunicazione è parte integrante del mestiere, tanto con i tuoi collaboratori diretti quanto con le lavoratrici con cui entrerai in contatto. Dovrai anche essere in grado di coordinare progetti più o meno grandi, ed organizzare il lavoro tuo e degli altri;
  • esperienza: nessuno nasce o si improvvisa imprenditore. Devi possedere un’esperienza minima nel settore per poter capire i meccanismi di funzionamento di un’azienda, oppure possedere una laurea che attesti la tua conoscenza, almeno teorica, dell’ambito in cui ti trovi;
  • copertura economica iniziale: ovviamente, il ruolo di imprenditore nasce da un investimento, che può variare parecchio in base alle tue mire sul futuro e alla tua disponibilità economica. Approvazioni ministeriali, struttura, dipendenti: i costi sono molti, e la partenza non potrà mai essere immediata, poiché sarà necessario stabilire contatti lavorativi e farsi conoscere sul campo.

Nonostante il terreno sia fertile per i nuovi adepti, il rischio insito nel ruolo dell’imprenditore resta elevato: il fallimento può colpire qualsiasi nuova realtà lavorativa, anche se questo pericolo può essere quasi eliminato del tutto da un sistema molto ingegnoso: il franchising.

 

Il franchising: un’opzione consigliata

Per ridurre al minimo le incertezze che caratterizzano ogni forma d’imprenditoria agli esordi la soluzione più adatta è sicuramente il franchising: esso consiste nel farsi guidare e aiutare da un’azienda esperta e ben avviata nel settore, appoggiandosi alla sua fama e al suo marchio per garantirsi un avvio rapido, sicuro e redditizio.

Com’è possibile tutto questo?

L’azienda madre, detta franchisor, offre ai suoi potenziali affiliati, chiamati franchisee, diversi vantaggi:

  • clientela immediata: metterà a disposizione della nuova azienda alcuni dei suoi clienti, per partire subito a fatturare senza aspettare i primi curiosi;
  • know how: in altre parole, esperienza. Essendo un’azienda già affermata, il franchisor saprà come muoversi, e darà consigli e dritte utili al novello imprenditore, più la possibilità di usufruire di corsi di formazione particolari;
  • brand authority: una delle problematiche maggiori per un neoimprenditore è farsi conoscere: grazie al franchising, sarà possibile sfruttare la forza del marchio del proprio tutore per farsi un nome.

Ovviamente, il franchisor chiederà qualcosa in cambio: generalmente, è richiesta una tassa d’ingresso (chiamata “fee”), oppure un obolo sui propri prodotti venduti (“royalty”): questi costi di solito vengono recuperati dal franchisee in uno o due anni, durante i quali acquisirà esperienza e si preparerà il campo per il futuro.

 

Conclusione

In sintesi: abbiamo visto qual è l’ambito più promettente per il futuro, quali requisiti dovresti avere e un metodo per iniziare nel modo più sicuro e redditizio possibile.

A queste informazioni devi affiancare determinazione e ottimismo: nonostante ti stia indicando le migliori modalità per proseguire, la strada per diventare imprenditore da zero non è semplice, e richiede tempo e convinzione, oltre che un certo grado di cautela nel procedere.

Se ti trovi d’accordo con queste spiegazioni e pensi che questa sia la strada giusta per te, non esitare: contatta il miglior franchisor in nel campo di assistenza agli anziani![/vc_column_text][divider line_type=”No Line” custom_height=”30″][nectar_btn size=”large” button_style=”regular” button_color_2=”Accent-Color” icon_family=”none” url=”https://webinar.santarosaassistenza.com/” text=”SEI INTERESSATO A QUESTO SETTORE? ISCRIVITI AL CORSO ONLINE GRATUITO SUL NOSTRO FRANCHISING”][/vc_column][/vc_row]

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