Assistenza agli anziani: perché conviene investire su questo settore

07/01/2020
10 Minuti

[vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” overlay_strength=”0.3″ shape_divider_position=”bottom”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” width=”1/1″ tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text]Il settore terziario è il futuro. Questa affermazione è difficilmente contestabile: ormai l’erogazione di servizi a privati o ad aziende occupa quasi i tre quarti dei lavoratori italiani, e la percentuale delle nuove occupazioni nell’ambito del settore terziario supera il 90%.

Quindi si capisce che per i lavoratori del futuro il focus è decisamente nell’ambito dei servizi, per lo meno per coloro che non hanno la strada spianata in uno degli altri due settori: ma il terziario è estremamente vasto e presenta una quantità di sfaccettature pressoché infinita, per cui può risultare difficile orientarsi anche per qualcuno dotato di buona volontà e sufficiente capitale iniziale.

Ecco un suggerimento che si regge su basi solide: per chi possiede entrambi i requisiti appena citati (buona volontà e una disponibilità economica minima) e intende mettersi in proprio, una delle più allettanti strade da battere è quella dell’assistenza agli anziani.

 

Perché puntare sull’assistenza agli anziani?

Quando si dice che l’Italia è una nazione all’antica non ci si riferisce solo alla storia che conserva in sé o alla reticenza ad accettare le novità: in ambito mondiale il Bel Paese si piazza al secondo posto per percentuale di anziani, ottenendo addirittura il gradino più alto del podio se ci riferiamo alla sola Europa.

Negli ultimi 20 anni la curva dell’aumento del tasso di anzianità si è impennata, e le stime prevedono per il 2030 una percentuale di anziani di poco inferiore al 30% della popolazione totale: insomma, gli appartenenti alla terza età sono sempre di più, e tra essi un buon numero ha bisogno di assistenza una volta entrati nella quarta età (più di 75 anni).

A questo incremento dovrebbe conseguire un adeguato innalzamento dei servizi di assistenza, che però stanno faticando a stare al passo con i numeri. Sempre più famiglie cercano diversi tipi di aiuto per gestire i loro cari, ma se consideriamo che essi preferiscono restare tra le mura domestiche il più a lungo possibile e che i costi delle strutture specializzate sono spesso proibitivi, possiamo comprendere il motivo per il quale il ruolo delle badanti domestiche sta acquisendo sempre più valore.

Ragionando su queste problematiche, viene a formularsi un pensiero quasi spontaneo: perché non entrare nel settore come imprenditore?

Il mercato è destinato a crescere, in linea con la richiesta: un’agenzia di assistenza anziani è una scelta solida e remunerativa, senza contare che forniresti un aiuto concreto ai bisognosi.

 

Requisiti necessari per entrare nel settore

Ti starai chiedendo: mercato favorevole, richiesta in aumento, grande longevità del progetto. Perché questa nicchia non è presa d’assalto? Beh, i motivi sono principalmente due: non tutti sono a conoscenza delle potenzialità del mercato e della grande crescita che subirà nei prossimi anni, ma soprattutto non è uno scenario adatto a tutte le personalità. Sono richiesti dei requisiti ben precisi e irrinunciabili, che elencherò di seguito:

  • capacità di relazionarsi: assistere le persone nella loro ricerca di un aiuto per i loro cari non è come vendere mobilio alla giovane coppia che vuole arredare la casa: occorre tatto, pazienza e soprattutto empatia, sia nei confronti di chi richiede il servizio (la famiglia dell’anziano) sia per quanto riguarda l’assistito.
  • leadership e coordinazione: si avrà a che fare con diverse tipologie di lavoratrici, alcune più collaboratrici e concilianti, altre magari più taciturne e introverse. Saper gestire ogni rapporto, così come riconoscere quale è più adatta ad ogni situazione, è fondamentale per un esito positivo.
    Non solo, bisognerà anche saper gestire altri collaboratori, indicando loro i vari compiti e risolvendo eventuali problemi.
  • conoscenze informatiche di base: quasi tutti i mestieri, al giorno d’oggi, si appoggiano in diverse misure a sostegni informatici: quello dell’imprenditore molto più di altri, tanto per la gestione delle relazioni con i clienti quanto per l’ottimizzazione delle risorse interne. Non stiamo parlando di saper programmare codici o improvvisarsi tecnici informatici, ma semplicemente di saper utilizzare strumenti di comunicazione di base ed eventualmente software di gestione dei contatti.

 

La possibilità del franchising

Ma anche chi possiede queste caratteristiche non ha il futuro assicurato. Del resto, per definizione quello dell’imprenditore è un mestiere rischioso, con la possibilità di grandi soddisfazioni personali ma anche con non poche incertezze per quanto riguarda il futuro. Basti pensare che l’80% delle aziende italiane va incontro al fallimento nei primi 5 anni di vita: la difficoltà di imporre il proprio marchio sul mercato, il commettere errori fatali causati dall’inesperienza, la difficoltà di trattare con i primi clienti e le alte tempistiche di rientro degli investimenti iniziali sono tutte problematiche comuni ai neoimprenditori.

Ma c’è un metodo che permette di aggirare la maggior parte di questi problemi: il franchising.

Di che cosa si tratta? Della possibilità di iniziare un’attività affiancandosi ad un’altra azienda, già affermata nel settore, che metterà a disposizione le sue conoscenze e la possibilità di presentare alcuni dei suoi prodotti (con tanto di brand) per aiutare il suo affiliato nell’inserimento nel mercato.

In cambio di questi appoggi, generalmente l’azienda madre chiede un tributo iniziale (tassa detta “fee”) e/o una percentuale sui guadagni ottenuti dalla vendita dei beni sotto il suo marchio (“royalty”).

Ed ecco che, quindi, il franchisor (casa madre) si evolverà e si diffonderà più rapidamente, ed inoltre avrà entrate extra, mentre il franchisee (affiliato) potrà contare sulla consulenza e sulla popolarità di un marchio ben radicato nel settore. Questo gli consentirà di iniziare a guadagnare molto più velocemente rispetto ad un inizio in proprio (mentre, solitamente in 1-2 anni con il franchising si riesce a rientrare dell’esborso iniziale) e quasi senza rischi ed errori grazie ad un know how teorico e pratico.

 

Conclusione

Ed ecco quindi un’opportunità di mercato con grandi prospettive di espansione e con un’alta richiesta (destinata ad aumentare nel tempo), ed una possibilità d’entrata nel settore che presenta pochi rischi e la possibilità di iniziare a guadagnare rapidamente: per quanto riguarda a chi rivolgersi per la richiesta di franchising, rivolgersi ai migliori nell’ambito dell’assistenza agli anziani aumenterebbe ulteriormente le tue chance di successo.

Tutto sembra aspettare solo un intraprendente imprenditore che approfitti dell’occasione: sarai forse tu?

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