Badante con partita IVA, attenzione alle truffe

08/04/2020
10 Minuti

[vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” overlay_strength=”0.3″ shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_link_target=”_self” column_shadow=”none” column_border_radius=”none” width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” overlay_strength=”0.3″ column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][vc_column_text]Le incertezze legate al mondo del lavoro sono sempre in continuo aumento visto che l’economia italiana traballa da diversi anni. Le aziende sono costrette a far fronte a dei costi non indifferenti e tra questi non vi rientrano solo le tasse, ma anche quelli relativi alle risorse umane. Questo ha portato inevitabilmente ad un aumento di licenziamenti e di scorciatoie, che nel nostro Paese non mancano mai (per sfortuna). Infatti, sono sempre di più gli imprenditori che ‘assumono’ dipendenti costringendoli ad aprire la partita IVA per ricevere lo ‘stipendio’.
Vi anticipiamo fin da subito che assumere full time una badante con partita IVA è una cosa totalmente illegale.

Spesso succede che per risparmiare sui costi che vi abbiamo già citato, alcune cooperative contattano persone interessate a svolgere questa mansione, facendole firmare una marea di carte. Dove ovviamente tutti i rischi e gli obblighi sono a carico delle badanti. Queste persone, approfittando della voglia di lavorare delle badanti e dei loro limiti con la lingua italiana, somministrano una carta dietro l’altra da firmare con estrema velocità. Succede anche che le badanti si trovano iscritte senza volerlo alla cooperativa stessa.

Badante con partita IVA, attenzione alle truffe: perché non accettare

Senza un regolare contratto, la badante con partita IVA non godrebbe né di ferie retribuite, né di malattia, né di disoccupazione, né di permessi. Inoltre, sarebbe costretta anche a pagarsi i contributi in maniera autonoma.
Situazione che non tutela nemmeno le famiglie dell’assistito, visto che il più delle volte sono costrette anche a pagare cifre superiori ai minimi retributivi. E nel caso in cui ci fosse una vertenza sindacale, le famiglie verrebbero chiamate anche in causa. Subirebbero quindi anche loro la vertenza…
Insomma, quella della partita IVA è una modalità di pagamento del tutto priva di diritti, sia per le badanti che per le famiglie. Gli unici che ci guadagnano, in maniera del tutto truffaldina, sono i titolari delle cooperative.

Possiamo anche provare a capire il momento difficile che stiamo attraversando, ma la serietà dell’azienda e della badante stessa, passa anche da questo. Una badante che si presenta ad un colloquio con i familiari della persona anziana, che da anni vive un’ambiente lavorativo serio e trasparente, farà tutta un’altra impressione.
Noi di Santa Rosa Assistenza, da anni esperti nel settore di collocamento badanti, siamo molto attenti alle esigenze del lavoratore (ovviamente rispettando sempre la legge). Una badante che lavora in armonia, con un regolare contratto e senza problematiche di questo genere, offre un altro servizio alle famiglie.

Viceversa, una badante preoccupata del suo stipendio e che vive un ambiente poco serio, svolgerà un pessimo lavoro. Inoltre, questa formula di retribuzione prima o poi arrecherà seri problemi anche alle agenzie, costrette a trovare sempre nuove badanti, visto che prima o poi saranno proprio quest’ultime a stufarsi della situazione.
Se avete voglia di intraprendere questo percorso di vita, prima che professionale, rivolgetevi ad agenzie che mettono al primo posto i vostri diritti.
Santa Rosa Assistenza resta a disposizione sia per dubbi o chiarimenti riguardanti la badante con partita IVA, sia per un’eventuale assunzione.

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