Assistenza h24 e obbligo di riposo: cosa devi sapere

07/01/2020
10 Minuti

Se stai pensando di assumere una badante, o ne hai già assunta una, dovresti essere a conoscenza dei suoi obblighi di riposo, che variano in base al fatto che sia convivente o meno: questi sono cambiati dal 4 gennaio 2018, dopo un nuovo decreto in merito ai contratti di assistenza domiciliare.

Per tenersi a norma ed evitare grattacapi legali è meglio informarsi su quanto esposto dal suddetto decreto legislativo. Ecco di seguito i punti salienti.


Obbligo di riposo: attenzione alle sanzioni

La legge stabilisce che l’assistente domiciliare ha diritto a un giorno di riposo a settimana. La scelta del giorno non è vincolante, ma viene effettuata in fase di negoziazione del contratto. La durata del riposo settimanale varia a seconda se la badante è convivente o meno:

  • Se la badante è convivente ha diritto a 36 ore di riposo, di cui 24 nel giorno stabilito mentre le restanti 12 possono essere godute in un altro giorno della settimana
  • Se la badante non è convivente le ore di riposo devono essere 24 continuative

Nel caso in cui fosse richiesta una prestazione lavorativa durante il giorno di riposo della badante, tale prestazione dovrà essere retribuita con una maggioranza del 60% della retribuzione oraria globale. Inoltre, sarà obbligatorio concedere una giornata di riposo di 24 ore non retribuita il giorno seguente la prestazione effettuata dalla badante.

Con il nuovo decreto viene inoltre stabilito un riposo giornaliero di 11 ore consecutive dopo le 24 ore di lavoro. Per coloro che non rispetteranno la normativa, oltre a sanzioni da 13.620 euro, si rischia una denuncia per sfruttamento della manodopera.


Ferie

Come tutti i lavoratori, anche l’assistente domiciliare per contratto ha diritto a dei giorni di ferie, ovviamente maturandoli in base ai giorni lavorati. Solitamente, nel corso di un anno, una badante matura 26 giorni di ferie che possono essere accumulati per 2 anni massimo.

Nel caso in cui il rapporto lavorativo cessi dopo appena un anno, il lavoratore avrà le ferie pari ai dodicesimi del periodo di ferie quanti i mesi di servizio effettivo.


Ferie speciali

Per quanto riguarda altri tipi di ferie, un contratto badanti considera anche i periodi di assenza per gravidanza o altre situazioni che obbligano il lavoratore ad essere assente, come ad esempio un congedo matrimoniale.

Se il lavoratore dovesse ammalarsi durante il periodo di ferie, esse saranno contate come malattia se dichiarate tramite un certificato medico consegnato al datore di lavoro.


Altre novità del nuovo decreto del 4 gennaio 2018

Il nuovo decreto del 4 gennaio 2018 ha modificato anche i compensi dei livelli di inquadramento di colf e badanti.  I livelli si distinguono in A, B,C e D, a loro volta suddivisi in semplice e super. Lo stipendio è calcolato sui vari livelli e in base alla tabella dei minimi, valida fino al 31 dicembre del 2018:

  1. Livello A e A super: è utilizzato per quelle persone con poca esperienza (inferiore a 12 mesi) e che operano sotto il controllo del proprio datore di lavoro. Per queste due categorie di badanti, lo stipendio minimo si attesta rispettivamente a 625,15 euro e 738,82 euro;
  1. Livello B e B super: è utilizzato per personale con esperienza superiore ai 12 mesi, in grado di lavorare autonomamente con persone autosufficienti e di occuparsi della gestione dell’abitazione dell’assistito (B super). Per queste due categorie la retribuzione è di 852,48 euro e di 851,80 euro;

Livello C e C super: comprende quei lavoratori che hanno specifiche caratteristiche professionali (anche se sprovvisti di diploma) e  possono lavorare in autonomia con persone non autosufficienti, oltre ad occuparsi del mantenimento della casa. In questo caso, lo stipendio è rispettivamente di 909,33€ e di 966,15€;

  1. Livello D e D super: viene utilizzato per badanti che hanno uno specifico diploma di formazione e una consolidata esperienza nell’assistenza di persone non autosufficienti. Per quanto riguarda la retribuzione di queste due categorie si parte da 1304,71€ per il livello D e 1361,54€ per il livello D super.

Va considerato, che ad ogni singolo livello vanno aggiunti gli scatti di anzianità maturati per ogni biennio trascorso presso lo stesso datore di lavoro, la quota vitto/alloggio e i superminimi. Oltre alla retribuzione mensile va aggiunto il calcolo dei contributi della settimana lavorativa che va dalla domenica al sabato per ogni trimestre.

In conclusione, vale la pena ricordare che il contratto da badante prevede anche la tredicesima mensilità.

Ti è piaciuto questo Articolo?
Condividilo

09/08/2022
Decreto Trasparenza: di cosa si tratta?
29/11/2021
No vax badanti: un rischio che non puoi permetterti se vuoi lavorare!
19/11/2021
L’imprenditore, il franchising e il successo: l’unica cosa da sapere!
15/11/2021
OSS e ASA: sono necessarie queste certificazioni per lavorare SEMPRE?
08/11/2021
La Badante convivente può rivelarsi la tua soluzione di vita (se leggi qui)
Precedente
Successivo
Iscriviti alla Newsletter