ALCUNI COMPORTAMENTI SONO SEGNALI DI UN INIZIO DI DEMENZA SENILE.

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Mio padre, ultranovantenne, ha la demenza. Vorrei sapere quale metodo utilizzare per evitare che in famiglia (sorella, nipoti, anche badante), lo prendano in giro quando fa o dice cose strane. E le fa le cose “strane” tipo mette dei pezzetti di feci sul tavolino della camera della badante,cerca di mangiare i fiori delle piante, se esce con il sole chiede se sta piovendo! La badante mi racconta a voce alta, davanti a lui, ridacchiando i suoi comportamenti assurdi. Non lo fa con cattiveria, è una brava donna, forse cerca solo di sdrammatizzare. Anche mia zia e mio fratello fanno così, il tutto di fronte a mio padre che secondo me capisce e ci resta malissimo. Lo so che queste cose non devono rimanere nascoste – c’è bisogno di parlane – ma non è giusto parlarne in questi termini davanti al papà! Ho provato in tutti i modi senza successo. Potete suggerirmi un testo di facile comprensione per la badante ed uno più convincente per mio fratello da poter comprare e far loro leggere? .

E’ una sensibilità raffinata quella che le fa cogliere queste forme di mal-trattamento nei confronti di suo padre leggendogli sul viso il dispiacere e l’imbarazzo. Le possiamo chiamare “mal-trattamento” nel senso non di cattiveria ma di perdita di quel “buon trattamento” che contraddistingue un’accudimento di qualità, volto alla tutela e al rispetto dell’identità personale di un ammalato che non è più in grado di tutelarsi da solo. E’ importante che lei le abbia rilevate ed anche che riesca a spiegarle come desiderio/bisogno di sdrammatizzare da parte delle persone che sono intorno a suo padre. La demenza è una malattia che modifica profondamente i comportamenti della persona malata facendola diventare una persona “diversa” per chi l’ha conosciuta preceden-temente (i familiari) e una persona incomprensibile per chi (badante) non conosce a sufficienza le specificità di questa malattia. Spesso, di fronte all’ignoto e allo “strano” ognuno di noi prova imbarazzo, fastidio e talvolta paura. Ciascuno reagisce in modo diverso: chi allontanandosi, chi scaricando la tensione nella risata, chi contrastando caparbiamente il comportamento del malato, chi provando interesse a capire il perché e cosa fare.

Non è facile convivere con queste situazioni ed è una buona proposta, la sua, di suggerire letture per capire meglio il senso di ciò che sta succedendo a suo padre ed avere suggerimenti utili dai libri per far superare – a chi lo circonda – il disagio che questi comportamenti provocano. Accenna al fatto di aver provato già altri sistemi per modificare questi atteggiamenti inopportuni e inadeguati senza specificare quali.Ha provato a parlare con i suoi familiari e la badante, intorno ad un tavolo, cercando di spiegare meglio le caratteristiche della malattia? Ha provato a creare un’atmosfera di condivisione e non di giudizio, di accoglienza dei timori e degli imbarazzi di tutti, lasciando uno spazio di espressione al disagio di chi fa fatica a trovare un senso a ciò che succede? Potrebbe essere proprio questo il tempo e il luogo in cui è possibile anche farsi una bella risata insieme, senza ferire l’anziano malato, ma trovando il lato comico degli avvenimenti. Spesso l’ironia aiuta a sdrammatizzare la fatica fisica ed emotiva del lavoro di cura e ne abbiamo tanto bisogno quando l’accudimento occupa un tempo prolungato! Per evitare problemi di salute a suo padre, è importante circondarlo di piante edibili non trattate, piante cioè le cui fiori e/o foglie possono essere mangiate senza problemi! Eccone alcune molto comuni: aneto – angelica – basilico – borragine –calendula – camomilla – – cerfoglio – cicoria – citrus (arancio, limone, pompelmo…) – coriandolo – crisantemo – dente di leone o tarassaco – finocchio – fiordaliso – fiori di zucca – garofano – gelsomino – girasole – gladiolo – ibisco – lavanda – lilla – margherita – malva – menta – nasturzio – papavero – ranuncolo – ravanello – robinia rosa – rosmarino – rucola – salvia – sambuco – songino – timo selvatico – trifoglio – verbena odorosa – viola. I colori influenzano la nostra disposizione verso il cibo: colori caldi come il rosso, il pesca, il giallo migliorano l’aspetto delle pietanze e stimolano l’appetito, al contrario il blu, il grigio, il beige hanno l’effetto opposto. Leggere i problemi, le riflessioni e le soluzioni sperimentate da altri che hanno già percorso questo difficile cammino può essere veramente di aiuto.

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